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Dream World Bridgestone Cup

(ENGLISH VERSION)

Chi ha avuto la fortuna di assistere alla prima edizione che si è svolta lo scorso 24 agosto, ha potuto constatare con i proprio occhi il successo della Dream World Bridgestone Cup by Di.Di.: una gara senza precedenti, l'unica al mondo riservata a piloti con disabilità, dove una ventina di ragazzi speciali, in sella alle loro moto, hanno acceso le tribune e gli spalti di uno dei più famosi circuiti al mondo, il Mugello nell'edizione 2014, e Vallelunga nel 2015.

Ognuno con la sua protesi, ognuno con i suoi adattamenti, ognuno con i suoi problemi, si sono schierati tutti insieme per sfidarsi e mandare un messaggio importante: la disabilità non è inabilità, bensì adattabilità. E lo hanno dimostrato tutti, dal primo all'ultimo, con la forza e il sorriso di chi ha affrontato un dura prova della vita, e ne è uscito vincente.

Un evento unico nel suo genere che sta richiamando l’interesse di tanti piloti Di.Di., alcuni conosciutissimi in tutto il mondo.

Le classi ammesse sono le 600cc. e 1000cc. che correranno in un'unica griglia, ma con classifiche separate. In più, per la prima volta al mondo in una gara di motociclismo viene stilata una classifica sperimentale che si basa sull'applicazione dei coefficienti di disabilità, come avviene nelle Paralimpiadi, riservate agli atleti con disabilità di ogni disciplina. La sperimentazione avviene grazie alla collaborazione fra la Onlus Di.Di. e Igor Confortin, allenatore della nazionale italiana di Parasnowboard.

Dream World Bridgestone Cup 2016

5/6 agosto, Red Bull Ring (Austria)

Si terrà al rinomato circuito del Red Bull Ring, teatro di gradi sfide motoristiche della Formula 1 e da quest'anno anche della MotoGP,  la 3° edizione della Dream World Bridgestone Cup che continua a richiamare piloti disabili da tutto il mondo!

L'appuntamento è per il 5/6 agosto, a breve tutte le informazioni per partecipare!

Dream World Bridgestone Cup 2015

7 giugno, Autodromo Vallelunga (Rm)

Un successo strabiliante la 2° edizione della Dream World Bridgestone Cup che ha conquistato non solo il pubblico accorso ad assistere all’unica gara al mondo per piloti disabili, ma anche gli addetti ai lavori che sono rimasti colpiti dalla grinta e dal coraggio di questi ragazzi speciali: vincono Daniele Barbero nelle 1000 e Umberto Lisanti nelle 600.

Un weekend all’insegna del caldo e delle forti emozioni questo appena trascorso a Vallelunga per i tanti piloti impegnati nel Trofeo del Presidente – Coppa FMI: tra tutte le categorie presenti, tanta attesa (e curiosità) per la Dream World Bridgestone Cup, la 2° edizione della gara interazionale riservata a piloti con disabilità creata dalla Onlus Di.Di. Diversamente Disabili che quest'anno ha ricevuto l'importante patrocinio del Cip, il Comitato Italiano Paralimpico.

Ventidue i piloti alla partenza, con presenze dalla Francia, Inghilterra e Nuova Zelanda: tanti ragazzi ansiosi di confrontarsi ad armi pari, di raffrontare le soluzioni tecniche adottate per guidare al meglio la propria moto, di vivere un weekend speciale: per alcuni di loro è stato il primo approccio con la bagarre, per altri è stata l’unica occasione di confrontarsi con altri piloti con simili problematiche fisiche. E’ il caso dei 4 ragazzi paraplegici, pertanto privi di sensibilità agli arti inferiori, che hanno conquistato Vallelunga: Stephane Paulus dalla Francia, Paul Garrett dalla Nuova Zelanda, Talan Skeels – Piggins dall’Inghilterra e Maximilian Sontacchi, italiano.

Per questi super eroi, Marshall e Direttore di gara si sono prodigati l’intero weekend per capire le loro esigenze prima, e studiare una partenza ad hoc poi, che permettesse loro di schierarsi in griglia senza l’ausilio di assistenti per sorreggerli prima dello spegnimento del semaforo.

Talan, Max, Paul e Stephane hanno stupito per la loro indole da piloti veri, nonostante tutto: a guardarli in pista, non penseresti mai che hanno bisogno di un aiuto per fermarsi ai box, e che il loro fisico per camminare è costretto a stare sempre su due ruote, ma laterali. Quattro nazionalità diverse, quattro lingue diverse, ma tutti con lo stesso obiettivo: dare il massimo.

Ogni pilota, a modo suo, ha lasciato il segno questa domenica: il Team “Pirates of MRH45” composto dai francesi Arnauld Guignebert su Honda CB500, Benjamin Saglio su Ducati Hypermotard 1100 e Marc Bisancon su Yamaha R6; Franco Ubaldini e Fabio Bitocchi, emozionatissimi, che hanno acquistato la moto ad aprile appositamente per partecipare a questa competizione; Giorgio Quintana e Giovanni Aranciofebo che hanno poche occasioni di salire in sella per la mancanza di impianti adeguati.

E i Di.Di.“veterani”, che per questo appuntamento si sono presentati in forma smagliante pur di arrivare per primi sotto alla bandiera a scacchi, approfittando della trasferta favorevole in un circuito a loro conosciuto: Barbero, Tagliabue, e Raj si sono affrontati per l’intero weekend non solo con il cronometro, ma anche con il calcolo dei coefficienti di disabilità (CdD) che vengono applicati in modo sperimentale per questa gara.

Sin dalla mattinata di questa calda domenica il paddock ha iniziato a tingersi di blu: tanti i sostenitori accorsi all’evento che hanno indossato le magliette del Team Di.Di. con stampato il loro motto: “Never Give Up” scritto in più lingue, e tanti i curiosi che sono entrati ai box per osservare da vicino tutti gli adattamenti che ognuno dei piloti ha dovuto apportare alla propria moto.

All’apertura della pista per lo schieramento in griglia dei piloti si sono uniti anche Alex De Angelis in sella ad un Aprilia RSV4 messa a disposizione dal concessionario Che Moto! di Roma, e Chiara Valentini in sella a una Honda VFR200F, per compiere un giro d’onore e aprire ufficialmente la competizione.

Una partenza perfetta da parte di tutti i piloti accende le tribune e i commenti nello studio appositamente allestito per il live streaming: Giorgio Bungaro, affiancato da Virginio Ferrari, Annalisa Minetti - madrina della Onlus e sempre in prima linea quando si parla di sport e disabilità - e Alex De Angelis, sono stati gli ospiti d’eccezione di questa diretta che non solo ha fatto registrare il record di accessi, ma ha creato problemi alla rete per i tantissimi collegamenti provenienti da tutto il mondo, specialmente dalla Nuova Zelanda dove Paul Garrett è molto seguito.

A spuntarla su tutti, nella classe 1000, proprio Daniele Barbero che ha fatto una gara in solitaria, seguito da Tagliabue, che ha siglato anche il giro veloce della gara in 1.47.333 e Raj. Una fantastica quarta posizione per Stephane Paulus, al suo esordio sul tracciato capitolino, che è riuscito a girare in 1.57.739, un tempo difficile da agguantare persino per un esordiente normodotato. A seguire Di Vincenzo, Mariani, Saglio, Serena e Folwer.

Nella classe 600 i coefficienti di disabilità hanno maggiormente influito sulla classifica finale, complici i minori distacchi sotto la bandiera a scacchi tra i concorrenti: replica la vittoria, dopo lo scorso anno al Mugello, Umberto Lisanti in sella alla sua Kawasaki con un best di 1.54.328 nonostante sia primo del braccio sinistro e con una gamba destra malconcia. Seconda posizione per l’inglese Talan – Skeels-Piggins in 1.59.622 che sorpassa per l’applicazione del CdD Emiliano Malagoli, nella doppia veste di pilota e organizzatore della manifestazione. Seguono Samantha Palmucci, unica ragazza in gara; Maximilian Sontacchi e Fabio Bitocchi, al loro esordio in gara; a chiudere Aranciofebo, Guignebert e Quintana.

Purtroppo due le scivolate fortunatamente senza conseguenze, di Pitorri e Ubaldini. Mentre ritirati per noie meccaniche Paul Garret e Marc Bisancon.

Sono entusiasta di come i piloti esteri e le nostre nuove “leve” abbiano accolto l’ invito a partecipare alla Dream World Bridgestone Cup. Subito dopo le premiazioni erano ansiosi di sapere quando sarebbe stato il prossimo appuntamento perché ovviamente vogliono partecipare e prepararsi per tempo…un bellissimo riconoscimento per questo duro lavoro di mesi!” riferisce Emiliano Malagoli, Presidente della Onlus Di.Di. nata solo 2 anni fa. “Io sono contentissimo e non smetterò mai di ringraziare tante, tantissime persone che questo weekend si sono messe a disposizione per aiutarci a realizzare questo sogno mondiale: la FMI, l’autodromo di Vallelunga, il Gentlemen’s Motor Club, l’officina The Bike di Vallelunga che ha messo in campo tutto il suo staff e la sua professionalità per offrire un’assistenza meccanica a tutti. Fisiomet, Agel e Stepa; realtà locali come la Banca del Credito Cooperativo di Trevignano e Formello, i ristoranti Di Fronte e Marchione, il Bar Principe che hanno organizzato il rinfresco per ospiti e amici nel weekend. Vircos per la fornitura di abbigliamento tecnico, Honda e Che Moto! per averci fornito le moto per il giro d’onore, il Team Maxidrift, il Motoclub Scoordinati e tutti gli amici che in questa tre giorni si sono messi a completa disposizione dei ragazzi nonostante un caldo torrido. Caldo che non ha scoraggiato nemmeno i nostri testimonial Annalisa Minetti e Alex De Angelis che ci hanno accompagnato per questa due giorni con il sorriso e la disponibilità che li contraddistinguono. E ovviamente grazie a Bridgestone, il nostro main sponsor, senza il quale tutto ciò non sarebbe possibile! Ho un sogno nel cassetto per il prossimo anno, ma non voglio svelarlo per scaramanzia. Ora dedicheremo il nostro tempo al rilascio delle Patenti Speciali AS, ma  prometto solo che ci metteremo presto a lavoro per regalare un sogno ancora più grande….”

Non resta che attendere le novità, sicuri che Di.Di. continuerà a stupirci anche per il 2016!

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Dream World Bridgestone Cup 2014

24 agosto, Mugello (FI)

                                            LA PRIMA MONDIALE DEI DI.DI.

Sul tracciato del Mugello si è svolta la prima gara internazionale riservata a soli piloti disabili - Un parterre d'eccezione, con Annalisa Minetti, i piloti Alex De Angelis, Fabio Massei e Massimo Roccoli e il team manager del motomondiale Lucio Cecchinello

Scarperia - E' stata un successo la prima edizione della Di.Di. Bridgestone World Cup, gara internazionale riservata a piloti disabili. Inguainati nella loro tuta di pelle, nessuno di loro mostrava apparentemente segni di "distinzione" rispetto ai piloti "normodotati". Nessuno, tranne Alan Kempster: l'australiano che guida "nature", come lui stesso ama dire. E' privo della gamba e del braccio destri e corre così, senza l'ausilio di protesi, tenendosi in equilibrio sulla sella della moto come se nulla fosse.

Quasi una ventina i piloti al via e un importante parterre di testimonial: da Alex De Angelis, in forze al team NGM Forward in MotoGP al team manager del motomondiale Lucio Cecchinello, che è stato nominato presidente onorario della Onlus. Presenti anche il pilota del mondiale Superstock 1000 Fabio Masse e Massimo Roccoli, star della Supersport, che hanno fatto da apripista alla gara precedendo i Di.Di nel giro di allineamento.

Grande successo ha avuto l'iniziativa della Ducati Panigale biposto: guidata da Dario Marchetti, responsabile degli istruttori della Ducati Riding Academy, ha regalato emozioni a non finire agli appassionati passeggeri, tutti vestiti da Vircos. Passeggera d'eccezione la cantante atleta non vedente Annalisa Minetti, che dopo aver gustato le curve del Mugello come passeggera della potente bicilindrica ha consegnato i trofei ai protagonisti della gara. Nella serata di sabato Annalisa si è anche esibita in un concerto nel paddock, dando un gustoso assaggio delle serate che sta facendo in questo periodo con il suo tour "Io rinasco".

Tra gli eventi, anche la presenza della Di.Di Bike, una Honda NC 700 allestita da Handytech con un sistema di rotelline laterali, dando la possibilità di risalire in sella a chi ha perso l'uso delle gambe. E per la prima volta, sulla Di.Di Bike oggi è salito un ragazzo paraplegico.

Due i podi al termine della singolare competizione: uno per la classe 600 e uno per la cilindrata maggiore, la 1000 cc. Sul gradino più alto fra le 600 è salito il toscano Emiliano Malagoli, fondatore della Onlus Diversamente Disabili: portatore di protesi alla gamba destra, ha relegato alle sue spalle Cristian Carnevale, audioleso, e Fabio Segato, che ha forti limitazioni alla mobilità di entrambe le gambe a seguito di un incidente. Quarta posizione per Alan Kempster: il fenomeno australiano ha prevalso sull'unica rappresentante del gentil sesso, Samantha Palmucci, condizionata da una parziale lesione del plesso brachiale. Alle loro spalle Andrea Capurro, che ha un'atrofia ad entrambe le gambe, e Giovanni Aranciofebo, che ha corso con una protesi al braccio destro. Ritirati Claudio Gesi e Matteo Arlati.

Nella classe regina, successo per Umberto Lisanti: il piemontese, privo del braccio sinistro, si è piazzato davanti a Mattia Buriani e Fabio Tagliabue, entrambi monocoli. Quarto il lombardo Luca Raj, che ha il braccio sinistro paralizzato da una lesione al plesso brachiale, davanti al "dentista volante" Enrico Mariani, portatore di protesi alla gamba destra, davanti a Bruno Serena. Ritirato Daniele Barbero, mentre Fabrizio Felicioni non è partito dopo una scivolata in prova.

Un evento eccezionale, dunque, che si è disputato sul tracciato del Mugello, e che è stato possibile grazie ad uno sforzo congiunto: a dare il loro prezioso contributo sono stati anche Ideal Gomme e Bridgestone Italia, che hanno messo a disposizione la hospitality, Stepa, che ha offerto un aperitivo il sabato, Ortopedia Michelotti, per la "messa a punto" delle protesi, Osteopatia Spalvieri, che ha fatto massaggi gratuiti a tutti i piloti Di.Di, SBK Mugello, che ha adattato la moto di Alan Kempster e ha fornito l'assistenza in gara, e Squad, che ha realizzato le magliette dell'evento, Proracing, che ospitato la DiDi Bridgestone World Cup nella giornata agonistica al Mugello.

"Grazie anche alla Federazione Motociclistica Italiana", ha detto Emiliano Malagoli, presidente della Onlus Di.Di. "Da Simone Folgori, responsabile della velocità, al medico sportivo Monica Lazzerotti, da Federica Tiburzi della FMI a Stephen Frew, manager di Alan Kempster, che ha collaborato per le formalità burocratiche, fino alla Reevu che ha fatto arrivare i caschi ad Alan. Tutti ci hanno aiutato a realizzare questo sogno: i dipendenti di Diesel sono arrivati anche a donare una parte del loro stipendio per questa manifestazione". 

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